L’argomento di questo articolo riguarda la congiuntivite allergica, che non sono infettive, di solito interessano entrambi i gli occhi e sono sempre in aumento, per la familiarità e per l’inquinamento atmosferico.

Le forme allergiche, in genere bilaterali, si associano spesso a rinite, asma, orticaria, in quanto tutte sono manifestazioni diverse dello stesso problema, l’allergia o atopia.

La sintomatologia è caratterizzata da edema palpebrale, chemosi congiuntivale (arrossamento e gonfiore della congiuntiva), iperemia, lacrimazione profusa associata al sintomo caratteristico che è rappresentato dal prurito.

Sono determinate da numerosi agenti, tra cui i più frequenti sono proteine animali e vegetali, polvere di casa, piume di materassi, cosmetici, per cui è tipica la stagionalità o l’insorgenza dopo il contatto con l’allergene al quale si è sensibilizzati

La miopia è il più “noto” tra i difetti della vista o “vizi di rifrazione”, infatti spesso si tende a generalizzare definendo miopia qualsiasi problema visivo. Per comprendere bene in cosa consistono i vizi di rifrazione, è bene ricordare che l’occhio funziona come una macchina fotografica. La cornea e il cristallino costituiscono l’obiettivo, l’iride e la pupilla il diaframma di apertura che regola la quantità di luce che va ad impressionare la pellicola fotografica, rappresentata dalla retina.

Quello delle reazioni avverse agli alimenti è un argomento di frequente trattazione, non solo nelle riviste scientifiche ma, oramai, anche nei più noti settimanali di attualità

Continua fonte di dibattiti tanto nei convegni scientifici internazionali quanto nelle riunioni di condominio, le cosiddette intolleranze alimentari (termine forse alla maggior parte di voi più familiare) stanno invadendo la nostra vita, ne abbiamo tutti paura, a tal punto che ognuno di noi è convinto di soffrirne e punta il dito contro almeno un alimento. Ma è corretto parlare sempre e solo di intolleranze alimentari?

La rinite allergica ha raggiunto in Italia una prevalenza superiore al 20%, ossia una persona su cinque attualmente risulta affetta da tale patologia

Può esordire a qualsiasi età, sia in età infantile che, seppur più raramente in età avanzata, ma il picco di incidenza si riscontra fra i 15 ed i 30 anni, e le donne risultano lievemente più colpite degli uomini.

Come tutte le patologie allergiche anche la rinite allergica è in costante aumento ed ormai è evidente come la predisposizione genetica (presente quando uno o tutti e due i genitori di un paziente in esame soffrono di patologie allergiche) risulti un fattore secondario rispetto ai fattori ambientali (stile di vita, inquinamento, esposizione ad allergeni, ecc...) nell’indurre lo sviluppo di malattie allergiche. Questo è stato dimostrato in recenti studi fatti su popolazioni di immigrati extracomunitari e sui loro figli nati in Italia, dai quali non si apprezzano differenze, anzi, nel primo caso gli adulti sviluppano sintomi anche più gravi degli allergici italiani.