L’argomento di questo articolo riguarda la congiuntivite allergica, che non sono infettive, di solito interessano entrambi i gli occhi e sono sempre in aumento, per la familiarità e per l’inquinamento atmosferico.

Le forme allergiche, in genere bilaterali, si associano spesso a rinite, asma, orticaria, in quanto tutte sono manifestazioni diverse dello stesso problema, l’allergia o atopia.

La sintomatologia è caratterizzata da edema palpebrale, chemosi congiuntivale (arrossamento e gonfiore della congiuntiva), iperemia, lacrimazione profusa associata al sintomo caratteristico che è rappresentato dal prurito.

Sono determinate da numerosi agenti, tra cui i più frequenti sono proteine animali e vegetali, polvere di casa, piume di materassi, cosmetici, per cui è tipica la stagionalità o l’insorgenza dopo il contatto con l’allergene al quale si è sensibilizzati

ANATOMIA DELLA CONGIUNTIVA

E’ una membrana mucosa che “congiunge” il globo oculare alle palpebre; rivesta il segmento anteriore del globo oculare e la superficie posteriore delle palpebre.

Nella congiuntiva si distingue tre parti:

1) palpebrale, che riveste le palpebre;

2) bulbare, che riveste la superficie anteriore della sclera;

3) del fornice, la porzione intermedia tra le due precedenti.

Importante è l’irrorazione,in quanto la congiuntiva, essendo molto ben vascolarizzata, va facilmente incontro ad irritazioni caratteristiche.

CONGIUNTIVITI GIGANTOPAPILLARI

Caratteristica nei portatori di lenti a contatto che insorge per gradi passando da un primo stadio, caratterizzato da aumento della secrezione di muco e dall’insorgenza di prurito al momento di togliere le lenti a contatto, a stadi successivi, in cui questi sintomi si aggravano associandosi ad annebbiamenti visivi per accumulo di muco sulle lentine e per l’intolleranza sempre più marcata all’uso delle lenti stesse.

Le papille ipertrofiche regrediscono sospendendo l’uso delle lenti a contatto, che presentano all’esame microscopico depositi di proteine e di muco sulla lac.

Si differenziano dalle forme allergiche per l’assenza di stagionalità e per l’assenza di associazione con l’atopia.

DIAGNOSI E TERAPIA

Diagnosi: E’ indispensabile l’uso di apparecchiature specialistiche come il biomicroscopio o lampada a fessura che, consentendo vari ingrandimenti della visione dell’occhio, consente all’oculista una diagnosi differenziale tra le varie forme, spesso simili tra loro e dalle congiuntiviti batteriche e virali, entrambe infettive.

Per differenziarle è importante ricordare che le forme batteriche sono quasi sempre bilaterali e sono caratterizzate da secrezione mucosa o mucopurulenta, che determina il tipico incollamento delle ciglia al risveglio, nonché per la presenza di sintomi irritativi, come iperemia (occhio arrossato), bruciore e lacrimazione.

Le forme virali sono per lo più monolaterali, cioè interessano un solo occhio, hanno una sintomatologia infiammatoria più accentuata e raramente presentano secrezione. Spesso sono interessati i linfonodi preauricolari e sottomandibolari ed a volte si complicano con infezioni della cornea (cheratiti), specialmente se l’agente infettivo è l’Herpes Simplex.

Ricordiamo che le congiuntiviti allergiche sono caratterizzate tipicamente dal prurito e spesso dalle riacutizzazioni stagionali, non sono infettive ma possono diventarlo se si complicano con sovrapposizioni batteriche o, più raramente, virali.

A volte si analizza il liquido lacrimale, dove c’è un aumento delle Ig E, tipiche delle manifestazioni allergiche, che sono aumentate anche nel sangue.

Spesso è consigliabile una consulenza allergologica, per conoscere gli allergeni responsabili (acari presenti nella lana o nella polvere, pollini,ecc.) e per valutare l’opportunità di un vaccino desensibilizzante, specialmente in caso di oculo-rinite e di asma bronchiale.

La terapia: si basa su colliri al cortisone nelle fase acute, prescritti dall’oculista per i possibili effetti collaterali e le controindicazioni che possono avere, e su colliri antistaminici o stabilizzatori di membrana per la terapia di mantenimento, molto importante perché riduce la frequenza delle fasi di riacutizzazione. A volte si utilizzano associazioni di colliri antibiotico-cortisonici e pomate oftalmiche in caso di sovrapposizioni batteriche.

In conclusione, in caso di occhi arrossati, prurito, bruciore, lacrimazione, è bene rivolgersi ad un medico oculista che, dopo opportuni esami strumentali, effettuerà la corretta diagnosi e terapia.
Informazioni sull'Autore
dott. Vincenzo Pagliara
Author: dott. Vincenzo Pagliara
medico oculista
Oftalmologia Pediatrica Chirurgia Laser correzione di miopia, ipermetropia, astigmatismo, cheratocono e di tutte le patologie oculari con occhiali, lenti a contatto e laser- Ringiovanimento contorno occhi e viso non chirurgico
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